Premio Tenco 2008: la prima giornata
La tradizione vuole che il Premio Tenco si apra con le note e la parole di “Lontano lontano” e quest’anno l’onore è spettato a Sergio Cammariere che ieri ne ha data un’interpretazione molto rispettosa e altrettanto toccante.La prima serata del Tenco 2008 è cominciata quindi con stile ed eleganza, proseguendo in un alternarsi di nomi
La tradizione vuole che il Premio Tenco si apra con le note e la parole di “Lontano lontano” e quest’anno l’onore è spettato a Sergio Cammariere che ieri ne ha data un’interpretazione molto rispettosa e altrettanto toccante.
La prima serata del Tenco 2008 è cominciata quindi con stile ed eleganza, proseguendo in un alternarsi di nomi noti e meno noti del nostro nuovo e storico cantautorato. Più alcuni dei vincitori dei premi e delle targhe di quest’anno.
Tra questi Milton Nascimento – the voice of Brasil – riceve il massimo riconoscimento e, accompagnato dalla band di famiglia di Tom Jobim, ci regala un assaggio del suo essere in qualche modo sintesi e storia dei movimenti (non solo) musicali del suo paese.
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Giorgio Canali poi accompagna (e produce) l’esordiente dell’anno Le luci della centrale elettrica che ammalia, conquista, disturba e divide con le sue parole infuocate, le chitarre maltrattate, la voce che urla, raschia, sputa tutto il disagio di una generazione.
Due i gruppi esordienti lanciati in questa serata: Jang Senato e Cordepazze. Seppur diversi hanno in comune freschezza espressiva, ironia e una bella leggerezza colta. I primi in particolare ci colpiscono da subito.
C’è spazio anche, stasera e nelle prossime giornate, per degli omaggi a Sergio Bardotti (a cui il Club ha dedicato un doppio cd-tributo appena pubblicato) da parte del grandissimo chitarrista Armando Corsi e dell’intenso cantautore catalano Joan Isaac. Nei cambi palco, come da consuetudine, arrivano le brevi incursioni del “tappa buchi”, quest’anno impersonato da un buffo e delirante Jimmy Villotti.
Chiude la serata Gipo Farassino, nuovo al Tenco ma non certo al mondo dei chansonnier. Lui che faceva teatro-canzone prima di Gaber. Che raccontava con ironia e disperazione le persone comuni, i vizi e difetti della gente di strada, gli operai della sua Torino. Una Torino che ha perso da poco Franco Lucà, storico ideatore e direttore del mitico Folk Club della città sabauda, qui ricordato con affetto.
Due le defezioni: Carlo Fava (che in queste ore è diventato papà) e Massimo Ranieri influenzato. Una prima sera dal bilancio soft: una partenza in tono minore, senza momenti da pelle d’oca ma sempre su un livello artistico molto alto.
A domani per il racconto della seconda giornata.